venerdì, 22 dicembre 2006 | ore 02:58

Tanto per cambiare e giusto per restare in tema col blog di me medesimo sottoscritto.


Moonwatcher

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mercoledì, 20 dicembre 2006 | ore 23:32

David Bowie

"HEROES"
(Bowie/Eno)

I, I will be king
And you, you will be queen
Though nothing will drive them away
We can beat them, just for one day
We can be Heroes, just for one day

And you, you can be mean
And I, I'll drink all the time
'Cause we're lovers, and that is a fact
Yes we're lovers, and that is that

Though nothing, will keep us together
We could steal time,
just for one day
We can be Heroes, for ever and ever
What d'you say?

I, I wish you could swim
Like the dolphins, like dolphins can swim
Though nothing,
nothing will keep us together
We can beat them, for ever and ever
Oh we can be Heroes,
just for one day

I, I will be king
And you, you will be queen
Though nothing will drive them away
We can be Heroes, just for one day
We can be us, just for one day

I, I can remember (I remember)
Standing, by the wall (by the wall)
And the guns shot above our heads
(over our heads)
And we kissed,
as though nothing could fall
(nothing could fall)
And the shame was on the other side
Oh we can beat them, for ever and ever
Then we could be Heroes,
just for one day

We can be Heroes
We can be Heroes
We can be Heroes
Just for one day
We can be Heroes

We're nothing, and nothing will help us
Maybe we're lying,
then you better not stay
But we could be safer,
just for one day

Oh-oh-oh-ohh, oh-oh-oh-ohh,
just for one day

jommy77 @ | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 19 dicembre 2006 | ore 00:28


Questa missiva vi è scritta da una ridente casetta ubicata vicino alla ferrovia da una località segreta (Domodossola) dove mi sono rifugiato per trascorrere le vacanze (pagane) natalizie. Proprio ieri mattina, mentre incitavo i miei servi a scaricare la merce dalla mia modesta Rolls Royce station wagon, ho trovato in un forno crematorio piazzato nella cantina della soffitta un quadernetto lasciato all’incuria del tempo. Narra delle vicende della famiglia che possedeva prima questa graziosa villetta: sembra che il padrone, ebreo, così vuole la leggenda, abbia sterminato i suoi cari e poi li abbia cremati nel suddetto forno (a microonde) per morire bruciato vivo per autocombustione interna causata dal contatto dello scroto con la creta. Questa vicenda è nota a tutti come quella de "Il Mostro di Domodossola". E’ un documento scritto da uno dei suoi figli, una sorta di autobiografia postuma, eseguita prima della tragedia; ed è pure corredata da immagini dei suoi familiari. E' proprio questo alone mortifero, che tanto mi piace, che mi ha spinto a propinarvela. Ve la leggo:


 
"Mi chiamo Gregorio di Nazianzo. Sono nato da una famiglia di ebrei che si era rifugiata qui dopo la fuga in Egitto grazie ad un amico fraterno, Giovanni Garibaldi, che ci aveva tratti in salvo durante l’Unità d’Italia del 1789. Mio padre, Geremia degli Uberti, faceva l’usuraio (era ebreo, ovvio) a tempo indeterminato, mentre mia madre Paracelsa lavorava in un call center per soli uomini (siccome somigliava ad uomo) aperto da un losco imprenditore immobiliare di Zagarolo. I miei si erano conosciuti durante un concorso di bellezza pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale tenutosi nel 476 D C a Costantinopoli. Papà aveva vinto il titolo di “Mr Palestrato Bizantino” mentre mia madre non era riuscita a iscriversi in tempo. Ma galeotto fu un colloquio orale: mio padre si recò da mia madre che nel frattempo era diventata segretaria del patron Mirignani, per ritirare la targa, ma per farlo doveva superare una prova, quella appunto del colloquio orale concordato. E così fatto all’amore lì sul posto, ne era uscito il sottoscritto, generato non creato da mia madre e mio padre. Nemmeno due anni più tardi e già erano nati altri fratellini più uno postumo, nel senso che morì prima di vivere in quanto si era scoperto dall’ecografia fatta da mago Merlino che era omosex (anche Merlino). Nel frattempo mia madre Paracelsa era diventata una femminista ante litteram, visto che già nell’anno mille si batteva per i diritti dei pacs, in genere preti e suore e aveva proposto una legge in cui l’aborto era obbligatorio. Ma proprio mentre la legge stava per essere approvata grazie al benestare di papa Silvio II, il pontefice perì in un misterioso incidente aereo. E così salì al soglio pontificio la temibile papessa Giovanna che scomunicò mia madre e la condannò ai lavori forzati in Manciuria. Rimasi solo con i miei 7 fratelli gemelli diversi più 3 mulatti siamesi che mio padre aveva avuto da una sua precedente relazione con una donna di colore chiamata Gorgia. Ma la tragedia era in agguato: la mattina del Natale del 1111, non lo dimenticherò mai (anche perché non è difficile dimenticare la numerazione di quell’anno) 5 fratelli miei perirono a 26 anni mentre andavano a scuola con il pulmino. In quel momento passava, casualmente, un treno carico di bombe atomiche che si schiantò contro un passaggio al livello dove si trovavano loro fermi per prendere il figlio del custode del passaggio; il treno era deragliato a causa di un monolite che si era disteso sui binari per tentare il suicidio, in quanto appena radiato dall’albo delle divinità. L’esplosione fu visibile persino in Nuova Zelanda.


Danilo Scroto

Rimase solo mio fratello Danilo Scroto che si dovette sposare con l’unica mia sorella sopravvissuta, Marcaurelia: la specie doveva pur continuare, visto che i nostri genitori erano scappati di casa per potersi risposare in incognito a Las Vegas. Il mestiere di mio fratello era quello dello scippatore nel ghetto di Roma. La mattina faceva finta di fare colazione nel bar del Teatro dell’Opera, vedeva gli spettacoli per cultura personale, poi prendeva il tram 8 all’altezza del ghetto, tirava fuori una pistola calibro 9 nascosta sotto il cappellino del figlio di 45 mesi avuta da mia sorella, Boezia, che si portava appresso e intimava il tranviere di deviare il tram verso la sinagoga sul lungotevere. Entrato nella chiesa musulmana costringeva i carabinieri ebrei che facevano da guardia a consegnargli i famigerati candelabri; quindi procedeva alla selezione di una bella donna ebrea di colore nel cortiletto prospiciente la piazza della facciata rotonda a forma di T in modo che le facesse da palo. La sua strada preferita per fare i colpi era via de’ Cestari dove preti e suore erano soliti fare shopping nei negozi attigui che vendevano tiare, tabernacoli e oracoli. Era un raffinato ladro di arte sacra, mio fratello Scroto e per questo casa nostra era piena di banchi di legno che usavamo per dormire, di croci madonne e ostie. Non mi trovavo tanto bene con lui: a volte mi faceva proposte un po’ strane, tipo, avevo solo 8 anni, fare da esca per un lurido ebreo 50enne obeso orefice in modo da poterlo derubare. Mio fratello morì durante la peste del 1348.
 

Marcaurelia dettaa Edith Stein

Mia sorella Marcaurelia, invece, era di 2 mesi più piccola dello Scroto; era soprannominata anche Edith Stein in quanto dopo un tirocinio in un campo di concentramento per soli vietcong omosex che all’epoca della guerra del Vietnam era sito sulla guglia del Chrysler Building a New York, si era convertita al cattolicesimo passando però prima per il buddismo, visto che viaggiando per l’India a piedi verso il Vietnam si era imbattuta e invaghita in Hermann Hesse che si era spacciato per Siddharta per convincerla a venire a letto con lui per sperimentare gli esercizi yoga. Ma, toccato oralmente il nirvana del Siddharta-Hesse, mia sorella aveva deciso di continuare per la sua strada. Poi un giorno si era imbattuta al confine tra Corea del sud e Nicaragua con un uomo chiamato cavallo, ingaggiato da tale Pol Pot che gli aveva indicato una strada sbagliata, cosi alla fine dopo sei mesi di viaggio si era trovata casualmente al confine tra Cambogia e Vietnam dove aveva conosciuto un tale colonnello Kurtz che stava girando un film in cui interpretava la parte di un noto attore italo-americano, Carlo Branda. Il regista del film, tale Dionigi Tettamanzi, era rimasto colpito da questa snella suora crocerossina di origini romane ebraiche convertita al socialismo utopista e l’aveva immediatamente ingaggiata per la parte di una monaca che dopo aver fatto all’amore col Branda veniva arsa viva col napalm dai commilitoni del Nostro, per festeggiare l’ingresso del Vietnam come stato degli USA. La salma di mia sorella, racchiusa in urna, che era sua volta contenuta dentro un pacchetto di Marlboro, venne poi consegnata al sottoscritto all’aeroporto di Ciampino, ma purtroppo mi cadeva a terra proprio mentre passava un Airbus 380 che stava rullando li vicino, risucchiando così le ceneri della poveretta. Qunado tornai a casa dissi ai miei che il corpo di mia sorella non era mai stato trovato e che forse un giorno ci avrebbero rimandato indietro almeno quello che rimaneva dei suoi resti, ossia il femore in titanio che si era trapiantata per una caduta da un elicottero Apache, poco prima di essere bruciata viva sul set del film nella giungla.
 
Lo zio

Avevo anche uno zio, Michele detto il Paleologo, così chiamato in quanto da piccolo aveva trovato per caso in una grotta ricavata sotto le mura Vaticane l’anello mancante tra l’australopiteco e Pecoraro Scanio. Faceva parte della nostra famiglia allargata, in quanto aveva avuto una storia con mia sorella Marcaurelia, prima di unirsi in matrimonio con mia madre dopo che era morto mio padre. Michele faceva lo sfasciacarrozze sulla Palmiro Togliatti all’altezza della Casilina anche se in realtà li la notte a mezzogiorno si riuniva con il gota della criminalità organizzata. Infatti, spesso la CIA, l’FBI, la mafia cinese, la camorra, la massoneria, l’Opus Dei e il Vaticano (più il sottoscritto, che costituiva una cellula terroristica autonoma) si incontravano per decidere le sorti del mondo, tipo come sbarazzarsi di un papa o di un presidente americano. Io pensavo che fosse per la bellezza del paesaggio postmoderno che si respirava che c’era tutta quella gente che attraccava allo scasso con le loro petroliere e i loro jet privati.  Era stato praticato anche un canale di scolo che confluiva verso un laghetto ricavato dietro gli uffici criminali dello scasso, per permettere alle navi di arrivare sul posto. Gli aerei erano degli Harrier inglesi, che potevano atterrare verticalmente, con la fusoliera allungata per portare fino a 39 passeggeri contemporaneamente più il pilota: ci erano stati concessi gratutitamente dalla regina Elisabetta, a patto che ci impegnassimo ad abbattere i Savoia perché vergogna di tutte le monarchie. Mio zio la sera saliva nella torre di controllo ubicata al centro del laghetto raggiungibile tramite un teletrasportatore per dirigere il traffico aereo locale. Ricordo che una volta il ragazzo del mio ragazzo mi disse che mentre taccheggiava per la Togliatti aveva visto delle strani luci. Ma io l’avevo tranquillizzato dicendogli che erano solo degli Ufo che ci erano venuti a trovare e che io ero tipo Francois Truffaut in “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, un mediatore. Ma lui mi rispondeva che del film di Spielberg non ci aveva capito una mazza perché l’aveva visto in greco con sottotitoli in latino (potenza del Dvd). E per questo litigavamo sempre. Intanto gli avvistamenti di elicotteri e aerei che decollavano e navi che attraccavano diventavano sempre più numerosi, con un aumento esponenziale da quando la nostra associazione di volontariato criminale si era fusa con Al Quaida,  che ne aveva rilevato la quota societaria. Così per sfuggire ai sospetti lasciammo la Togliatti e ci stabilimmo sul Palatino, in centro: era più facile da raggiungere soprattutto per quelli che lavoravano nei ministeri, nelle chiese e nelle organizzazioni segrete e dove poi venire da mio zio. Prima di lasciare però l’amata Casilina cospargemmo tutta l’area intorno con delle massicce dosi di polonio, in modo che si fosse avvicinato sarebbe morto di cancro al fallo immediatamente.
E per festeggiare la dipartita dal fallo, organizzammo un bel convegno dal titolo “La cooperazione tra Stato, Chiesa, Mafia e Al Qaida." Quindi ingaggiavai un nostro pilota bombarolo che era riuscito ad infiltrarsi in un B747 della Crash Air della tratta Zagarolo-Grottamare a schiantarsi contro la nostra ex residenza. Ma qui successe l’ennesima tragedia: l’aereo si schiantò sì sull’obiettivo, ma proprio mentre mio zio Michele il Paleologo era ritornato negli uffici per prendere lo champagne per inaugurare la nuova sede. E cosi era morto, anzi dissolto in una nuvola di detriti, di macerie, di  polonio, carrelli e reattori. Decidemmo allora di intitolare a lui un nuovo colle che costruimmo artificialmente sul Palatino trasportando un’autoclave per fondere tutte quelle inutili colonne, capitelli e resti romani. Colammo il tutto dalla parte che affacciava sul Circo Massimo, non curanti di una compagnia di turisti mormoni che passavano di lì e mettemmo una targa sul posto: “Colle Paleologo.”


Qui si interrompe questo commovente documento, credo per soppressione del povero autore. Pare che il padre, incazzato nero per aver investito malamente in borsa i titoli della società MAFIA, sia tornato a casa e in preda alla disperazione abbia sterminato la famiglia, cremando tutti, per poi morire per colpa dello scroto.
jommy77 @ | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, 14 dicembre 2006 | ore 20:53


Ho trovato sul webs questa delirante imitazione dell'altrettanto delirante
Enrico Ghezzi, noto ai più come autore postumo di Blob e Fuori Orario. Non è quella di Guzzanti ma ve la raccomando lo stesso.

Moonwatcher

jommy77 @ | commenti (3)(popup) | commenti (3)
mercoledì, 13 dicembre 2006 | ore 00:18

DFK

Omaggio il mio caro amico neodottore Zosimos con alcune perle scritte dal suo sommo maestro David Foster Wallace.

Moonwatcher

  • "Di rado i corsi di matematica ci dicono se una data formula è davvero significativa, o perché lo è, o da dove è arrivata, o cosa c'era in gioco. C'è evidentemente una differenza tra essere in grado di usare correttamente una formula e sapere davvero come risolvere un problema, sapere perché un problema è un vero problema matematico e non solo un esercizio. E naturalmente anche gli studenti pensano raramente di chiederlo: ci vuole già tanto lavoro per "capire" le formule (ovvero per essere in grado di usarle per risolvere correttamente dei problemi) che spesso non ci rendiamo conto di non capirle affatto." (da Tutto e di più – storia compatta dell'∞, 2005)

  • "Estensioni e modifiche successive della teoria russelliana dei tipi, fatta da logici come F.P. Ramsey e A. Tarski, sono un incubo di complicazione e confusione tale che la maggior parte dei matematici fingerà di non sentirvi nemmeno se tentate di portare il discorso su di esse." (da Tutto e di più – storia compatta dell'∞, 2005)

  • "I testi di matematica sono simili a documenti legali e spesso altrettanto divertenti da leggere. "(da Tutto e di più – storia compatta dell'∞, 2005)

  • "Il Matematico Mentalmente Instabile sembra oggi in un certo senso essere ciò che il Cavaliere Errante, il Santo Mortificantesi, l'Artista Tormentato, e lo Scienziato Pazzo sono stati durante altre epoche: una sorta di Prometeo, colui che va in luoghi proibiti e ritorna con doni che tutti noi potremo usare, ma per i quali lui sarà l'unico a pagare. Questo è probabilmente un po' esagerato, almeno in molti casi: ma Cantorr corrisponde allo stampo meglio di tanti altri."(da Tutto e di più – storia compatta dell'∞, 2005)

  • "Non basta che le teorie matematiche funzionino: si suppone anche che siano definite in maniera rigorosa e dimostrate in modo adeguato ai grandi standard deduttivi greci. Ciò non è però capitato per la maggior parte del '700. Era come una bolla speculativa del mercato azionario. E per un po' è sembrato favoloso." (da Tutto e di più – storia compatta dell'∞, 2005)

  • "Questi numeri [irrazionali], scoperti non essere esprimibili per mezzo di quantità finite, furono così letali per i Pitagorici che la loro scoperta divenne l'equivalente greco del Watergate." (da Tutto e di più – storia compatta dell'∞, 2005)

  • "Succedono cose davvero terribili. L'esistenza e la vita spezzano continuamente le persone in tutti i cazzo di modi possibili e immaginabili."(da Brevi interviste con uomini schifosi)

jommy77 @ | commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 11 dicembre 2006 | ore 03:34


  • "Hollywood non è poi tanto male. Sono i film che fanno schifo."

  • "Odio la televisione. La odio quanto odio le noccioline: però non posso fare a meno di mangiare noccioline."

  • "L'estasi non fa realmente parte della scena che possiamo creare sulla celluloide."

  • "Ho cominciato dalla cima e mi sono fatto strada verso il fondo."

  • "Un bravo artista dovrebbe essere isolato: se non lo è, c'è qualcosa che non va."

  • "In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù."(nei panni di Harry Lime, da Il terzo uomo, 1949)

  • "Tre sono le cose insopportabili: il caffe' bollente, lo champagne tiepido e le donne fredde."

  • "Gli idioti sono una saggia istituzione della natura che permette agli stupidi di ritenersi intelligenti."

  • "Il dottore mi ha detto di smettere di fare cene intime per quattro. A meno che non ci siano le altre tre persone!"

  • "Solo una persona può decidere il mio destino, e quella persona sono io." (da Quarto potere)

  • "Anzitutto, credo che un critico ne sappia sempre di più sull'opera di un artista dell'artista stesso. Ma, allo stesso tempo, ne sa di meno: la funzione del critico è proprio quella di saperne contemporaneamente di più e di meno dell'artista." (dal libro intervista con Peter Bogdanovich)

  • "L'Italia conta oltre 50 milioni di attori. I peggiori stanno sul palcoscenico."

  • (Parlando di Rossellini) "Di quello ho visto tutti i film: è un dilettante. I film di Rossellini provano solo che gli italiani sono attori nati e che in Italia basta prendere una macchina da presa e metterci delle persone davanti per far credere che si è registi."

        Amen

        Moonwatcher

jommy77 @ | commenti (5)(popup) | commenti (5)
domenica, 10 dicembre 2006 | ore 02:47


Starálfur

Blá nótt yfir himininn
blá nótt yfir mér
horf-inn út um gluggann
minn með hendur
faldar undir kinn
hugsum daginn minn
í dag og í gær
blá náttfötin klæða mig í
beint upp í rúm
breiði mjúku sængina
loka augunum
ég fel hausinn minn undir sæng
starir á mig lítill álfur
hleypur að mér en hreyfist ekki
úr stað – sjálfur
starálfur
opna augun
stírurnar úr
teygi mig og tel (hvort ég sé ekki)
kominn aftur og alltalltílæ
samt vantar eitthvað
eins og alla vegginna

jommy77 @ | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 07 dicembre 2006 | ore 03:38



Ho deciso di pubblicare il mio (segretissimo) curriculum vitae, siccome sono alla ricerca disperata di un lavoro e nessuno sembra interessato alla mia persona. Se qualcuna di voi volesse assumermi, si faccia avanti: mi raccomando, però, prima voglio il colloquio orale...


Informazioni personali

Data di nascita: 20 settembre 1870
Luogo di nascita: Porta Pia (Roma)
Residenza: via Benedetto XVI (già via del Paparazzo )
    Città del Vaticano
Nazionalità: Papalina
Sesso: gaio


Istruzione
2001: Laurea in storia del Cinema con una tesi dal titolo “Rapporto tra cinema e culattoni in Derek Jarman, Rainer W. Fassbinder e Gus Van Sant" presso la “Libera Università degli studi di Ceppaloni”.
 
1975: Laurea in fisica nucleare con una tesi del titolo
“Quando il polonio arricchito incontra l’uranio impoverito" presso il “MIT -  Massachusetts Institute of Technology”.
 
1945: Laurea in Teologia con una tesi del titolo: “L’ateismo di Dio” comprata presso la “Pia Università San Milingo” di Zagarolo.
 
1918: Laurea in Psichiatra con una tesi del titolo “Il caso clinico della signorina Elettra Pompa” comprata a distanza presso l’Università di Tonga.
 

Master 

Master in “Come si fa un master” con tirocinio di 35 mesi in un’azienda che si occupa di master.
 
Master in operatore funerario con uno stage  di 17 giorni presso la ditta di pompe funebri “Settimo Sigillo” adiacente il Verano.
 
Master in Pubbliche Relazioni con omosex con stage di 12 mesi presso una nota comunità omoerotica (Arcigay). Prova finale: atto orale con l'onorevole Franco Grillini.
 

Esperienze lavorative

Operatore di steadycam nel film d’esordio di Dolce & Gabbana “Meglio gaio che male accompagnato”.
 
Regista del film-kolossal “Il ritorno dell’Euzone”, costato la modica somma di 666 miliardi di euro.

Controfigura durante le scene più (h)ardue del film   di Gaio Omosessi “Gli  uomini preferiscono i biondi".
 
Docente di un corso di cinema e produzione di un cortometraggio nel carcere di Guantanamo con la realizzazione del documentario “101 modi per evadere”.

Lingue straniere

Arabo parlato e scritto ottimo
Sanscrito parlato e scritto buono
Aramaico parlato e scritto ottimo
Ebraico parlato e scritto sufficiente


Moonwatcher
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